Redazione-multimedia ha scritto "Test Anticorpali
Per l'identificazione dell'infezione da HIV sono disponibili varie metodiche,
basate sulla identificazione degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario
contro l'HIV (metodiche sierologiche) oppure sulla ricerca di antigeni e molecole
del virus stesso (metodiche virologiche).
Ai fini della diagnosi di infezione attualmente vengono utilizzati il test ELISA
ed il test Western-Blot:
Test ImmunoEnzimatico
(ELISA)
E' la metodica utilizzata per il test di screening, in quanto di facile esecuzione
e di costo limitato. Questo test ricerca gli anticorpi prodotti contro alcuni
antigeni virali, in particolare gp 41 e gp120, che dopo una prima infezione
restano nell'organismo per tutta la vita. Il test ha una sensibilità
di oltre il 95%, ma in alcuni casi si possono avere delle risposte errate:
- falsi positivi: il test risulta positivo in assenza di infezione. Può
succedere in persone con malattie che alterano la funzione del sistema immunitario
portando alla produzione di anticorpi anomali (es: leucemie, linfomi, malattie
autoimmuni, gravi epatopatie, ecc.);
- falsi negativi: il test risulta negativo anche se l'infezione è presente.
Può succedere in persone che si sono infettate molto recentemente, ma
nelle quali non si sono ancora formati gli anticorpi che reagiscono con il test;
questo avviene solitamente nelle prime settimane (o mesi) dopo il contagio,
e questo intervallo di tempo prende il nome di periodo finestra (vedi Quadri
clinici).
Per questi motivi un test negativo va sempre ripetuto fino ad almeno 6 mesi
dopo un evento a rischio di contagio, ed un test positivo richiede sempre l'esecuzione
di un altro test di conferma.
Western Blot (WB)
E' un test dotato di maggiore specificità e sensibilità, utilizzato
per confermare la positività di un test ELISA. Questa metodica permette
di evidenziare la presenza di anticorpi diretti contro le maggiori proteine
virali: il test viene definito positivo quando sono presenti almeno 2 degli
anticorpi principali; se il test risulta dubbio o indeterminato va ripetuto
dopo alcuni mesi. Nella Figura 1 è schematizzato l'algoritmo diagnostico
impiegato per la diagnosi di infezione da HIV.
Test Virologici
Vi sono poi metodiche basate sulla ricerca di antigeni o componenti
virali, che vengono solitamente utilizzate non a fini diagnostici ma per il
monitoraggio dell'andamento dell'infezione, in particolare in corso di terapia
antiretrovirale:
Carica Virale (HIV-RNA)
Consente di ricercare molecole di RNA virale, la cui quantità nel sangue
è direttamente proporzionale al grado di attività replicativa
del virus. La viremia viene espressa in numero di copie di HIV-RNA per ml; ci
sono vari tipi di test che possono essere utilizzati per la determinazione della
viremia:
Q-PCR (Quantitative Polymerase Chain Reaction): noto con il nome di Amplicore
Monitor Test (Roche), è la metodica più diffusa, ed ha un range
di sensibilità tra 300 e 1.000.000 di copie; è stato inoltre sviluppato,
sempre dalla Roche, un test definito UltraSensitive, in quanto arriva a misurare
fino a 20 copie/ml;
bDNA (branched-chain DNA): sviluppato dalla Chiron, ha una sensibilità
che varia dalle 50 alle 500.000 copie;
NASBA (Nucleid Acid Sequence-Based Amplification): sviluppato dalla Organon
Teknika, è il test solitamente meno utilizzato, ed ha una soglia inferiore
di 80 copie.
Nella pratica clinica questo test viene oggi impiegato principalmente per due
scopi: la stadiazione dell'infezione ed il monitoraggio della risposta alla
terapia antiretrovirale. Viene anche utilizzato per la diagnosi precoce di infezione
in particolari situazioni, quali le esposizioni accidentali negli operatori
sanitari e la trasmissione materno-fetale.
Antigenemia p24
La proteina p24 è un antigene del core virale, e la sua presenza nel
sangue indica uno stato di attiva replicazione del virus. La positività
dell'antigenemia p24 è più frequente nel periodo successivo al
contagio e nelle fasi più avanzate della malattia. Questo test attualmente
non viene più eseguito, in quanto superato per sensibilità dalla
ricerca dell'RNA virale.
Isolamento virale
E' la metodica più importante per dimostrare la presenza di una infezione
virale, ma nella pratica clinica non viene utilizzata a causa del costo elevato
e delle difficoltà operative che richiedono la presenza di un laboratorio
molto specializzato. L'isolamento virale oggi viene impiegato essenzialmente
a fini di ricerca.
Nota: Fonte: Dipartimento
Malattie Infettive- Spedali Civili di Brescia "