Toxoplasmosi
Data: Luned́, 19 luglio ore 20,07
Argomento: Terapie e vaccini


La toxoplasmosi (detta anche toxo) è una malattia provocata da un protozoo parassita, il Toxoplasma gondii. Un protozoo è un organismo animale formato da una sola cellula; un parassita vive all’interno di un altro organismo vivente (ospite), e trae tutto il suo nutrimento dall’organismo ospite.



L'infezione da Toxoplasma esprime la presenza del parassita nelle persone infette
La toxoplasmosi acuta di solito guarisce spontaneamente nell'ospite con sistema immunitario integro, ha breve durata, ed evolve nella toxoplasmosi cronica; quest'ultima è di solito asintomatica, ma può determinare, se si verifica una compromissione del sistema immunitario, comparsa di sintomi.

L'infezione acuta da Toxoplasma, acquisita dopo la nascita, è solitamente asintomatica e questa condizione va distinta dall'infezione cronica che è caratterizzata dalla persistenza nei tessuti di cisti contenenti il parassita in individui clinicamente asintomatici. La toxoplasmosi congenita è un infezione del neonato dovuta al passaggio, attraverso la placenta, dei parassiti dalla madre infetta al feto. Questi neonati sono asintomatici alla nascita, ma più tardi sviluppano un'insieme di segni e sintomi neurologici importanti.
Il parassita della toxo si trova comunemente nelle feci di gatto, nelle carni crude di animali infettati cronicamente, nelle verdure crude contaminate con escrementi, nel terreno. L'infezione avviene pertanto per ingestione di carne cruda o di cibo crudo contaminato dalle feci di animali o, respirando della polvere. sembra che non sia possibile la trasmissione diretta da persona a persona.
La percentuale di popolazione infettata con Toxoplasma arriva fino al 50%, ma un sistema immunitario integro impedisce al parassita di provocare malattie. Nell'individuo immunocompromesso (pazienti con AIDS o i terapia immunosoppressiva per patologie tumorali), la malattia può essere, se non rapidamente trattata, fatale. La toxoplasmosi è la principale infezione opportunistica del sistema nervoso centrale nei pazienti con AIDS e si manifesta con un'infezione al cervello (encefalite). Il rischio di toxo è più alto quando i CD4 sono inferiori a 100. La toxoplasmosi, in questi pazienti, può interessare altri organi, dando infezioni ai polmoni, all'occhio ecc… e può provocare coma.
Primi sintomi della toxo sono febbre, stato confusionale, mal di testa, perdita d’orientamento, cambiamenti di personalità, tremori e crisi epilettiche. La toxoplasmosi è solitamente diagnosticata verificando la presenza di anticorpi diretti contro il Toxoplasma gondii. Il suddetto test serve a dimostrare se si è stati esposti alla toxoplasmosi, cioè all'infezione provocata dal parassita. Un test positivo non significa necessariamente essere affetti da encefalite da toxo; un esito negativo dimostra comunque che non siete infetti da toxo.
Altri metodi per diagnosticare la toxo sono un esame radiologico al cervello tramite la tomografia computerizzata (TAC) o la risonanza magnetica. Una TAC al cervello per verificare l'infezione da toxo può mostrare delle immagini simili a quelle che si ritrovano in altre infezioni opportunistiche. Una risonanza magnetica al cervello è più sensibile, e può rendere più facile la diagnosi di toxo.

La cura per la toxo consiste in una combinazione di farmaci: la pirimetamina (Daraprim®) e la sulfadiazina.
Entrambi i farmaci riescono ad attraversare la cosiddetta "barriera ematica cerebrale" e ad agire direttamente sull'infezione al cervello . Il protozoo toxoplasma ha bisogno di vitamina B per vivere. La pirimetamina gli impedisce di assorbire la vitamina B, mentre la sulfadiazina non gli consente di utilizzarla. La dose normale per questi farmaci è 50-75 mg di pirimetamina con 2-4 grammi di sulfadiazina al giorno. Entrambi i farmaci in questione, interferendo con il metabolismo della vitamina B, possono provocare anemia. I pazienti affetti da toxo in terapia con pirimetamina devono, pertanto, assumere Leucovirin, una forma di acido folico (una vitamina del gruppo B), per prevenire l’anemia. Questa combinazione di farmaci è molto efficace contro la toxo. Più dell’80% dei pazienti mostra miglioramenti nel giro di 2-3 settimane.Solitamente, al primo episodio di toxo seguono recidive; i pazienti che ne sono affetti dovrebbero proseguire l’assunzione dei farmaci ad un dosaggio più basso, di mantenimento.
La combinazione pirimetamina e sulfadiazina può causare un calo di globuli bianchi e problemi ai reni.Quasi metà delle persone che assumono la sulfadiazina, sviluppano reazioni allergiche solitamente eritemi cutanei e, a volte, febbre.Le reazioni allergiche possono essere evitate, ricorrendo ad una procedura di desensibilizzazione. I pazienti iniziano cioè ad assumere una dose molto ridotta di farmaci; quindi ne assumono quantità di volta in volta crescenti, fino a tollerare l’intera dose.Chi non riesce a tollerare la sulfadiazina può sostituirla con la clindamicina (Cleocin®), nell'associazione con la pirimetamina.
I test possono verificare se siete stati esposti alla toxo. Nel caso il risultato sia negativo, è possibile ridurre il rischio d’infezione evitando di mangiare carne e pesce poco cotti, ed indossando sempre guanti e mascherina e lavandovi sempre accuratamente nel caso in cui dobbiate pulire la cassetta del gatto. Se i vostri CD4 sono inferiori a 100, è consigliabile prendere farmaci per prevenire la toxo. Le persone con meno di 200 CD4 sono solite assumere Bactrim o Septra per prevenire la polmonite da pneumocistis carinii (PCP). Gli stessi farmaci possono proteggere dalla toxo. Se il vostro organismo non tollera il Bactrim, il medico può prescrivervi altri farmaci.



Fonte: opuscoli LILA





Questo Articolo proviene da NPS italia onlus
http://www.npsitalia.net

L'URL per questa storia è:
http://www.npsitalia.net/modules.php?name=News&file=article&sid=176