Droga e Hiv, sconfessati 12 falsi miti
Data: Giovedì, 22 luglio ore 15,07
Argomento: Droghe e RiduzioneDelDanno



LONDRA - Non sono ubbidienti, non rispondono agli antiretrovirali, e ricerche su di loro sono inutili: sono alcuni dei “falsi miti” più frequenti sui malati di aids che usano o hanno usato droghe.

Dodici tra le idee più comuni tra la gente e anche i medici che discriminano, all’interno dei già discriminati malati di aids, questi pazienti. La rivista Lancet li passa in rassegna spiegando perché sono sbagliati.

Il primo è che i consumatori di droga non seguono le regole, ma 38 diversi studi su 15mila pazienti hanno dimostrato che si comportano allo stesso modo degli altri sieropositivi.
Il secondo è che non rispondono bene agli antiretrovirali come gli altri malati, ma il confronto sulla sopravvivenza non ha mostrato differenze.
Altra idea comune è che i drogati siano difficili da studiare perché non resistono a lungo, e che quindi ricerche su di loro siano difficili o impossibili. Ma la sperimentazione del vaccino anti-hiv ha mostrato il contrario, in quanto il 90% di loro è rimasto per 36 mesi.
Un altro falso mito è che i drogati siano più preoccupati di drogarsi che di usare aghi sicuri, ma uno studio in Canada ha dimostrato che se viene offerta la possibilità di bucarsi in modo sicuro, la maggior non si scambia o riusa gli aghi.
Poi c’è l’idea che non facciano molto sesso e che il loro rischio di hiv sia legato solo allo scambio degli aghi e che se continueranno a consumare droga, l’hiv sarà inevitabile. Ma i dati del Cdc di Atlanta dimostrano un calo delle infezioni da hiv nei drogati tra il 1998 e il 2007.
Errate infine le idee che i consumatori di droga, a meno che non siano gay o lavoratori del sesso, non abbiano forti comunità che li rappresentino e che quindi gli interventi di gruppo non servano; che il consumo di droga sia più alto nelle minoranze; che lo scambio di aghi incoraggi l’assunzione di stupefacenti; che il trattamento con il metadone non funzioni; che chi assume stimolanti sia fuori controllo e non cambierà i suoi comportamenti a rischio e che la paura sia un deterrente efficace dalla droga.

Fonte: Corrierecanadese







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