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Giovani: Distributori di condom arrivano nei corridoi delle scuole Prevenzione
Postato il Giovedì, 18 giugno ore 21,06 di redazione
Prevenzione
Negli istituti superiori e nelle università statali di Roma e provincia potranno arrivare i distributori di preservativi, già dal prossimo anno scolastico. Il Consiglio provinciale della capitale ha infatti approvato oggi (18/06/09 ndr)una mozione che impegna il presidente Nicola Zingaretti ad «aderire alla campagna ’Consapevolezza e Libertà’, il programma di sostegno all`insegnamento dell’educazione sessuale negli istituti superiori» promosso da Sinistra e Libertà, Giovani Democratici, associazione Luca Coscioni, Rosa Arcobaleno e Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli

Il progetto prevede appunto, tra l’altro, l’installazione di apparecchi per la vendita di condom. L’iniziativa, spiegano i promotori, sarebbe la prima in Italia del genere. Il documento ha avuto 19 voti favorevoli (13 del Pd, 3 di Sinistra e Libertà, uno gruppo misto, uno del Pdl, uno dell’Idv), 7 contrari (tutti del Pdl) e un astenuto (La Destra). Assente dall’aula il consigliere dell’Udc.

La mozione impegna anche Zingaretti (e gli assessori competenti alla Scuola, Paola Rita Stella, e alle Politiche Sociali e per la Famiglia e ai Rapporti Istituzionali Claudio Cecchini) «a sostenere nel territorio della Provincia le campagne di informazione, prevenzione e sostegno alla ricerca nella lotta contro il diffondersi del virus Hiv e le altre malattie a trasmissione sessuale» e a «sviluppare un programma completo - destinato ai giovani che vivono o studiano nel nostro territorio - per sostenere una corretta informazione sessuale». In particolare questo programma dovrà comprendere «l’installazione nei locali o nei pressi delle scuole di istruzione secondaria superiore, in accordo con gli organi di direzione delle stesse, di distributori automatici di anticoncezionali (preservativi)».

Nei corridoi dei licei i distributori potranno arrivare così già da settembre, previa disponibilità manifestata dagli istituti, che potranno anche rifiutare le campagne di informazione sessuale con esperti. La Provincia dovrà attivare in ogni caso una voce specifica nel budget e avviare un regolare bando di gara. Per ora a Roma sarebbero tre gli istituti già pronti ad accogliere i distributori. «Giusta, coraggiosa e lungimirante la scelta del Consiglio di far aderire la Provincia di Roma alla campagna ’Consapevolezza e libertà’», afferma in una nota l’assessore alle Politiche culturali Cecilia D’Elia: «E` quanto mai significativo che un’istituzione pubblica come la Provincia di Roma si faccia carico di intervenire concretamente per contrastare la diffusione del virus Hiv.
Oggi, soprattutto tra le giovani generazioni, stiamo assistendo ad un allarmante e pericolosissimo abbassamento di attenzione nei confronti dell'Aids. Si è diffusa l'erronea percezione che il virus non sia più un problema e che l'Aids sia curabile. Non è vero e si sta verificando in Italia un'impennata di nuove infezioni: è giusto invece - conclude - che le istituzioni pubbliche siano in prima linea nel fornire corrette informazioni sulle modalità di trasmissione del virus, che negli ultimi anni si sta propagando soprattutto per via sessuale».

Per il consigliere capogruppo di Sinistra L’Arcobaleno Gianluca Peciola, primo firmatario della mozione, «l’approvazione dell’atto è di notevole importanza, soprattutto perché l'utilizzo del preservativo a oggi è l’unica barriera per impedire il contagio da malattie sessualmente trasmissibili, prima fra tutte l’Hiv sulla quale c’è un preoccupante abbassamento della guardia. Mentre a livello nazionale c’è un abbassamento generale dell’attenzione verso l’Hiv la Provincia di Roma si prende cura dei suoi ragazzi».

Critica l’opposizione. «I distributori di preservativi nelle scuole non sono la via migliore e lungimirante per contrastare il flagello dell’Aids nè per tutelare la vita umana», spiega Enrico Folgori, vicecapogruppo del Pdl: «Piuttosto serve un’educazione giusta per svolgere una vita ragionevole senza eccessi. Siamo d’accordo con la campagna di sensibilizzazione, e anche noi abbiamo proposto una serie di iniziative per l’educazione sessuale nelle scuole, ma andrebbe fatta prima di installare i distributori, non il contrario».

Fonte: La Stampa


 
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