confessarlo alla persona amata

Archivio risposte della Dott.ssa Valentina Penta sulle problematiche psicologiche legate al vivere con l'HIV.
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confessarlo alla persona amata

Messaggioda mortedellamore » 18/02/2013, 22:28

Cara psicologa,
vivo il peso di tenere nascosto il mio stato sierologico, sento che non confessarlo sia necessario, ad un certo punto del rapporto, ma vedo dinanzi catastrofi, abbandoni, denunce... Cerco di distinguere quali siano le mie ansie e quali invece le prudenze, cerco di convincermi che è un mio diritto mantenere la privacy, ma il bisogno di condividere questa parte importante della mia vita è sempre pressante. Penso a modi di dirlo, anche buoni, ma poi penso di poter stravolgere inutilmente un'altra vita, in attesa magari che la relazione finisca, e l'amore muore dentro di me. Sono in terapia da quasi 7 anni, carica virale <20, buoni livelli di CD4, mi faccio forte del fatto di non essere infettivo e di usare le precauzioni, che a volte non sono desiderate, e sento sempre di più che se questo virus non ha ucciso il mio corpo, ha di certo ucciso l'amore dentro di me...
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Re: confessarlo alla persona amata

Messaggioda valentinapenta » 22/02/2013, 19:21

Caro mortedellamore,
il suo nickname ricalca perfettamente l'idea di quello che lei ha scritto in questo messaggio.
So bene quanto sia difficile la condizione in cui versa, da anni lavoro con persone sieropositive e conosco le difficoltà di gestione dei rapporti con il partner.
Si è impegnati in una duplice battaglia: da una parte sul fronte della gestione della malattia, attraverso la quotidiana dedizione alla cura del corpo attraverso la terapia e l'adozione di specifici comportamenti di salute, dall'altro alle prese con le dinamiche relazionali che diventano tanto più complesse quanto più il rapporto si fa intimo ed emotivamente significativo.
Mi ha colpito molto quello che ha scritto: "Cerco di distinguere quali siano le mie ansie e quali invece le prudenze, cerco di convincermi che è un mio diritto mantenere la privacy, ma il bisogno di condividere questa parte importante della mia vita è sempre pressante. Penso a modi di dirlo, anche buoni, ma poi penso di poter stravolgere inutilmente un'altra vita, in attesa magari che la relazione finisca, e l'amore muore dentro di me. " Le do perfettamente ragione sul fatto di proteggere la propria privacy, ma quando si tratta di relazioni sentimentali, allora la faccenda diventa diversa. Se è un suo diritto sacrosanto preservarsi non rivelando la sua sieropositività a chi è estraneo o comumque non in relazione stretta con lei, è pero' , a mio avviso, suo dovere condividere questa realtà con chi assume nella sua vita il ruolo di partner. La coppia è, per antonomasia, il luogo del "Noi", ovvero, della condivisione di tutto quello che ciascuno dei due individui porta. Conditio sine qua non per l'instaurarsi di una relazione sentimentale dovrebbe essere infatti la capacità di mettersi in gioco e la volontà di negoziare i propri bisogni con quelli dell'altro.
Comprendo ed empatizzo con il suo vissuto di delusione e di scoraggiamento, ma la invito a riflettere sul fatto che l'HIV è oggi una patologia ad andamemento cronico che da possibilità di ottenere una discreta qualità di vita. Da quello che leggo, inoltre, vedo che lei si sta curando regolarmente e che le sue condizioni di salute sono buone
Che senso avrebbero tutti i suoi sacrifici e le cure mediche che lei sta effettuando se non le accompagna ad una cura dei suoi vissuti psicologici ? Credo che negarsi la possibilità di accedere ad una relazione per la paura di essere deluso o respinto corrisponda ad infliggersi una dolorosissima punizione. Curare il corpo serve a preservare sè, preservare gli altri ma soprattutto serve a permetterle di accedere alla possibilità di essere emotivamente nutrito da relazioni sentimentali.
Saluti
Dott.Valentina Penta
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