questione di testa?

Archivio risposte della Dott.ssa Valentina Penta,psicologa presso i reparti di Psichiatria e di Psicologia dell' A.O. Cotugno di Napoli,ora Ospedale dei Colli, sulle problematiche psicologiche delle persone in attesa del risultato del test HIV.

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questione di testa?

Messaggioda seiofossi » 11/05/2012, 11:37

buongiorno,

prima di raccontare la mia situazione voglio brevemente fare i complimenti per questa sezione molto utile.

riassumo in breve il mio percorso:
comportamento a rischio a cui seguono test a 16 - 50 - 105 giorni NEGATIVI
mi tranquillizzo nell'immediato ma mi resta un dubbio latente che adesso considero dissolto (ma magari sbaglio, poi capirà perchè, leggendo)

una volta appurato che i l test rileva tutti i tipi di hiv mi preoccupo perchè seguendo una terapia per mantenere una epatite autoimmune ho paura che questa possa impedire o ritardare la risposta anticorpale del mio organismo. Tutti mi dicono che non è cosi e che il test è sicuro e definitivo

sapendo bene che il medico vero è diverso da internet vado privatamente da due infettivologi (per incontrarne uno ho fatto centinaia di km).
mi dicono di stare tranquillo ma il primo mi parla di probabilità e la cosa non mi tranquillizza: io voglio essere sicuro, se non altro, di nn esporre ad un rischio (nessuno) la ragazza che ora frequento. il secondo infettivologo mi scrive nero su bianco che a seguito dei miei test e della visita io non ho contratto il virus HIV e che la terapia che seguo non è in grado di bloccare la risposta immunitaria. Mi dice di chiudere la porta e chiudere contemporaneamente la faccenda.

per scrupolo a 180 giorni faccio un altro test: NEGATIVO
non basta. a 270 giorni faccio un altro test: NEGATIVO
a questo punto mi viene fuori l'ansia perchè non ho visto se l'infermiera ha preso un nuovo ago... PARANOIA ASSOLUTA LO SO.

Insomma adesso e da un bel po' (4 mesi) che ogni mattina mi sveglio e nonostante abbia smesso di pensare al rischio corso mi trovo con conati di vomito.
durante il giorno il naso mi "cola" ma non è raffreddore è solo muco e poi respiro perfettamente.
Se vomito mi sento meglio fisicamente ma in testa mi tornano strani pensieri.

Eppure dovrei essere sicurissimo con un test negativo a 9 mesi!

Insomma i pensieri si sono dissolti (credo a questo punto) infatti sul forum non ho più assillato con le mie ansie però ogni mattina mi ritrovo con questi episodi che io tenderei a legare all'ansia o alla paura:
- pensavo fosse il cibo ma mi capita solo di mattina

A questo punto ho tre ipotesi:
- E' la mia salute che ha davvero bisogno di essere aiutata ma ci sono troppe coincidenze
- E' il lavoro che mi crea problemi dato che in effetti la mia nuova mansione un po' di stress me lo porta
- Questi pensieri che creedo di aver rimosso in realtà sono li: lo penso perchè la sessualità non la vivo più come prima... la vivo ma senza lasciarmi andare.

sono stato da una psicologa per un po' ma la strada intrapresa mi ha dato l'impressione di non essere efficace.

Quello che le chiedo è se secondo lei è possibile somatizzare fino a questo punto la paura.
Ho ripetuto test decine di volte anche per altre mst e fortunatamente è sempre stato tutto ok. tutto sembra dire che sto bene...

grazie della pazienza e del servizio.
seiofossi
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Re: questione di testa?

Messaggioda valentinapenta » 14/05/2012, 14:14

Caro Seiofossi,
da quello che lei scrive noto che, in tutti questi mesi, non appena riusciva a ritrovare sollievo grazie al responso negativo di un test o ad un consulto medico, ricercava subito (probabilmente attraverso un meccanismo inconscio) nuove occasioni per far scattare le sue ansie e le sue paure in merito al rischio di aver contratto il virus ( l'ipotetica influenza della cura che lei segue per la sua epatopatia sull'esito dei test, i conati di vomito e il naso che "gocciola", l'ago che non ha visto cambiato dall'infermiera che le faceva il test...).
Ho la sensazione che lei sia in parte consapevole dello scarto tra le circostanze reali e lo stato di ansia in cui versa.
Eppure non riesce a ridimensionare quest'ansia.
Fa kilometri per incontrare un infettivologo, si sottopone a continui test e verifiche mediche, si fa suggestionare da sintomi fisici di franca natura psicosomatica.
Mentre non riesce a vivere pienamente una relazione e a lasciarsi andare: "la sessualità non la vivo più come prima... la vivo ma senza lasciarmi andare.".
Da cosa la sta proteggendo quest'ansia del virus?
Secondo lei quali vantaggi ci sono nel focalizzare la sua attenzione sulle conseguenze di comportamenti sessuali adottati?
Probabilmente, come lei già scrive nel messaggio, sta attraversando un momento critico in cui si sente particolarmente stressato e sta somatizzando questo stress spostando l'attenzione sul corpo e sulle malattie.
Si interroghi sulle reali motivazioni della sua ansia e delle difficoltà di vivere serenamente le relazioni intime, magari anche con l'aiuto di uno specialista.
A volte prima di trovare uno psicologo/psicoterapeuta che fa per noi, ci si mette del tempo.

Buona giornata
Dott. Valentina Penta








grazie della pazienza e del servizio.
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Re: questione di testa?

Messaggioda seiofossi » 16/05/2012, 10:20

salve,

prima di tutto grazie di aver preso in considerazione il mio messaggio.

premetto che quello che lei scrive mi rassicura molto dal punto di vista psicologico (molto più che tutti i mesi di incontro con la psicologa vera) perchè comunque delinea un quadro plausibile rispetto a quello che mi sta succedendo e da questo potrei partire per elaborare la situazione.

Il fatto che una psicologa riconosca gli estremi di un disturbo più psicologico che fisico mi indica che l'attenzione va spostata sulla mente.
usando la razionalità anche io giungo a queste conclusioni ma poi qualcosa mi dice che non è possibile che le coincidenze si verifichino tutte proprio ora.

Invece è la situazione che genera le coincidenze....

Alterno effettivamente momenti di rilassamento a momenti in cui in modo direi automatico contraggo tutti i muscoli di spalle e collo fino a sentire dolore alle mandibole per la forza che ci metto.

Credo che tutto sia nato nel momento in cui ho realizzato che mi sono messo in pericolo.. Il fatto è che il senso di colpa è contro me stesso e non riesco a gestirlo.
Da quel momento, qualche settimana dopo l'evento ho iniziato a "vedere" la coincidenza dei sintomi e quindi ho ipotizzato che l'ansia facesse tuoo da sola.

Poi il senso di colpa viene fuori ogni volta che con la ragazza che adesso frequento stabilmente e fedelmente si creano situazioni intime: ogni cosa che faccio ho paura che sia un rischio per lei perchè se tutti i test si sono sbagliati se la terapia crea interferenze se se se...

Si è innescato un circolo che ho paura di non gestire anche se ora devo dire che va meglio. Ma ho sempre lo spazio per il dubbio che magari l'ansia non c'entra ed invece ho qualcosa di reale...

grazie mille
seiofossi
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Re: questione di testa?

Messaggioda valentinapenta » 18/05/2012, 7:43

Caro Seiofossi,
mi fa piacere che nella mia risposta ha trovato uno spunto di riflessione ulteriore per le sue problematiche.
Nell'ultimo messaggio che ha scritto lei parla di senso di colpa: "..Credo che tutto sia nato nel momento in cui ho realizzato che mi sono messo in pericolo.. Il fatto è che il senso di colpa è contro me stesso e non riesco a gestirlo"....
Ritengo che abbia centrato il punto!
Quando si compiono delle azioni che vanno in contrasto con il nostro sistema di valori, con l'idea che abbiamo di noi stessi e con la nostra immagine "pubblica", tendiamo ad entrare in una sorta di conflitto interiore, provocato, appunto, dal senso di colpa che elicita questa dinamica.
Ora potrebbe chiedermi: "Ma colpa di che cosa?"
Per lo più di aver permesso ad una parte segreta e inconscia di noi stessi di guidare dei nostri comportamenti che ci hanno fatto "trasgredire le regole".
E quindi noi arriviamo a dire di aver compiuto un "errore" e a sentire il bisogno di punirci, magari proprio attraverso dei sintomi psicosomatici.
Ma, secondo lei, è sempre utile giudicare i propri comportamenti definendoli giusti o sbagliati, corretti o scorretti?
E' ovvio che ciascuno di noi, soprattutto per quanto riguarda la sfera sessuale, è tenuto a preservare sè stesso ed il partner (sia occasionale sia stabile) da qualsiasi rischio legato a MST, attraverso l'uso di preservativi e a comportamenti corretti dal punto di vista igienico-sanitario.
Questo per evitare pericoli di contagio ma anche l'emergere del senso di colpa suddetto.
Perciò, cerchi di andare più a fondo rispetto a questo senso di colpa che dice di provare, e se ci riesce, provi a vederlo, non tanto come un'istanza persecutoria della coscienza, ma come un allarme dell' inconscio che lo invita a ragionare su quelli che sono i suoi reali desideri e le sue paure.

saluti

Dott. Valentina Penta
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Re: questione di testa?

Messaggioda seiofossi » 24/05/2012, 20:15

salve dottoressa,

mi scuso per il ritardo ma da qualche mese entro sporadicamente nel forum proprio per evitare di alimentare quel corto circuito de.
leggo un sintomo - mi vedo il sintomo...

mi sono reso conto che dal momento in cui ho letto la sua prima risposta il naso gocciolante è sparito!

purtroppo questo mio nuovo status è durato poco...

qualche giorno dopo in un locale il barman tagliandosi ha scosso la mano facendo schizzare il suo sangue sul mio piattino del latte. solo che me ne sono accorto quando ho finito la consumazione e non so se gli schizzi hanno fatto arrivare gocce sul cucchiaino con cui io ho mescolato la bevanda.

comunque il lato positivo è che a questo punto il gocciolamento è (spero anche ora) di natura psicosomatica..

La cosa che ora mi sfinisce è l'attesa di altri 90 giorni per questo nuovo fatto...
C'è di buono che per questo non devo nascondermi con nessuno ma la mi mi prendono per paranoico....


So che rispetto all'ultimo evento non può aiutarmi piu di tanto ma volevo solo dirle che (ed è vero) 10 righe scritte da lei mi hanno aiutato più di 10ine di sedure da psicologa!

grazie e spero di resistere questi mesi ( di nuovo)
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Re: questione di testa?

Messaggioda valentinapenta » 27/05/2012, 11:40

Caro Seifossi,
sono lieta che questo forum abbia contribuito a farle comprendere la natura psicosomatica dei suoi sintomi.
Tuttavia, ancora una volta, Lei è ritornato nel vortice Ansia-Test-Sollievo-Ansia.
Cerchi, alla luce della sua nuova consapevolezza, di elaborare l'episodio del locale che ha descritto, con lucidità e razionalità.
Cerchi inoltre di realizzare se ha sviluppato una dipendenza da questo meccanismo.

"La cosa che ora mi sfinisce è l'attesa di altri 90 giorni per questo nuovo fatto..."

Ha mai pensato che questa attesa, proprio perchè la sfinisce, la distrae e le rende difficile l'accesso a pensieri e ad emozioni riguardo altre tematiche che non riesce e non vuole affrontare?
Rifletta sulla funzione della sua sintomatologia.

Saluti

Dott. Valentina Penta
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Re: questione di testa?

Messaggioda seiofossi » 25/06/2012, 8:55

gentilissima dottoressa,

laringrazio per aver risposto tempestivamente al mio quesito e mi scuso se questa mia risposta arriva con qualche settimana di ritardo ma come le
dicevo in precedenza mi sono autoimposto di non frequentare quotidianamente il forum proprio per cercare di rompere questo mio cortocircuito.


buone meritatissime vacanze a lei e a tutto lo staff se avrete modo di staccare la spina dal lavoro di ogni giorno!
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