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Di cosa si tratta?

MessaggioInviato: 18/07/2012, 15:40
da irr80
Buonasera, sono nuovo e scrivo in questa sezione perchè forse può essere una delle basi per ripartire.
La dinamica della mia situazione purtroppo è molto comune. Fidanzato da anni circa 50 giorni fa tradisce la propria patner con una sconosciuta in un locale. Un becero tradimento offuscato dall'alcool, che non deve essere una attenuante ma una aggravante, che mi impedisce di ricordare tutto di quella sera è ciò ormai mi strazia. Per circa 20 giorni di quella sera ho sempre focalizzato una masturbazione reciproca e una rapporto orale passivo con eiculazione, qualche dito in bocca, baci profondi e prolungati, nulla di più. Poi complice un mal di gola e navigando su internet entro nel panico ed Il mio cervello inizia a creare situazioni ipotetiche che si inseriscono nei "vuoti" di quella sera. E se fosse sieropositiva? E se quella ragazza avesse avuto il ciclo ed io nella mia ubrichezza non me ne fossi accorto passando come uno stupito con le dita dalla vagina alla mia bocca in pochi secondi? E se nel mio vuoto avessi avuto anche un rapporto penetratico cono lei? Sono dubbi, situazioni che per giorni io non avevo mai preso in considerazione sia perchè non conoscevo i rischi di questa malattia, sia perchè le avevo ignorate, oppure rimosse. E poi? penso alla mia attuale ragazza, al tradimento, al fatto che come uno stupido l'avrei potuta infettare dopo lo stesso con rapporti non protetti. Da qui parte la mia ricerca della verità. Effettuo un test a 25 giorni combinato IV generazione con risultato negativo che i medici che lo danno per definitivo e a me del paranoico (piango, piango, piango davanti a loro) perchè dicono che nonostante i vuoti io avrei dovuto ricordare particolari cosi importanti. Allora io che ho vissuto quella situazione, io che vivo con quei voti mi rifaccio un altro test a 34 giorni, III generazione Chemiluminescenza, Negativo, che i medici di un altro ospedale mi dicono di ripetere tra 6 mesi perchè, dato i vuoti dell'alcool, si è corso un rischio medio. Ma io continuo nella mia ricerca e faccio un test a 46 giorni iV Generazione Chemiluminescenza con ricerca dell'antigene p24, Negativo, in un laboratorio privato e nello stesso tempo la mia ragazza cui ho raccontato tutto si fa un test anch' esso di IV Gen a 30 giorni dell'ultimo rapporto a rischio, Negativo, all'Ospedale Cotugno. Penso si finita ma invece no. Il mio cervello riparte, ripete da circa 30 giorni sempre lo stesso film, le stesse domande, colma i miei vuoti di memoria di quella sera con dita sporche di sangue nella mia bocca, assorbenti, gengiviti, rapporti penetrativi. Ma io per 20 giorni non ho mai avuto ricordi di assorbenti, penetrazioni o altro e se me lo avessero chiesto lo avrei escluso a prescindere nonostante i vuoti di memoria. Intanto non sorrido più, intanto sono alienato. Eppure un test a 45 giorni dicono anche qui che sia definitivo, lo stesso sul sito della Lila, in Francia anche, però in Italia le linee guida dicono 3 mesi ed allora il mio cervello si proietta li. Cosa devo fare? Perchè tutto ciò? Devo aspettare questi benedetti 90 giorni oppure dati i test fatti e dinamica che ho ricordato nei primi 20 giorni dovrei indirizzarmi direttamente da uno psicologo? Potreste aiutarmi?

Re: Di cosa si tratta?

MessaggioInviato: 18/07/2012, 19:06
da negligente
Mi dispisce Irr80, purtroppo quando si fa una cavolata del genere, si entra in un vortice
di ansia e stress bestiale. Ti dico questo, perché io, essendo sposato (quindi peggio della tua situazione) dopo ben oltre due anni da un rapporto mercenario veloce e protetto, sono ancora a fare test (tutti negativi per fortuna) ma solo ora ho capito cosa vuol dire
HIV!!

Re: Di cosa si tratta?

MessaggioInviato: 19/07/2012, 10:15
da ada
Le linee guida sono obsolete e stiamo cercando di cambiarle, l'esperienza dei medici in campo dicono che i test di ultima generazione sono definitivi a 30 giorni. Visto il risultato dei tuoi test non importa che tipo di rapporto hai avuto con questa ragazza il risultato è che il tuo test è negativo. Per i sensi di colpa non abbiamo soluzioni, devi cercarli di elaborarli magari facendoti aiutare da un psicologo.

Ada

Re: Di cosa si tratta?

MessaggioInviato: 19/07/2012, 17:32
da valentinapenta
Salve irr80,
leggendo il suo messaggio ho avvertito una forte ansia e una significativa tensione emotiva.
Immagino cosa stia provando e in che stato di stress stia vivendo il suo rapporto di coppia, visto che ha deciso di condividere questa situazione con la sua partner.
Concordo come sempre con Ada che le suggerisce di non avere più dubbi sui risultati dei test effettuati, ma piuttosto di esaminare l'ipotesi di rivolgersi ad uno specialista per poter affrontare le paure e le ansia che la stanno tormentando.
Ritengo che il ruolo del senso di colpa sia molto incisivo nelle dinamiche che si innescano a seguito di un rapporto sessuale extraconiugale.
Provi pero' a non focalizzare tutta la sua attenzione sulle paure relative al rischio di contagio (che come ha evinto dai test è risultato inesistente) ma a comprendere che valenza psicologica e relazionale ha avuto tale tradimento nella sua vita di coppia, il motivo del tradimento e dell'esposizione al rischio a cui si è sottoposto.
Questo forum intende non sostituirsi ad un percorso terapeutico, ma a fornire spunti di riflessione da approfondire, se necessario, con un professionista psicologo, psicoterapeuta o anche psichiatra.
Sperando che la mia risposta possa avere per lei tale funzione, le auguro di ritrovare quanto prima la serenità.
Saluti

Valentina Penta

Re: Di cosa si tratta?

MessaggioInviato: 19/07/2012, 20:51
da irr80
Grazie per le risposte. Purtroppo è vero vivo un fortissimo stato d'ansia ed il mio cervello elabora pensieri come un criceto in gabbia, sempre le stesse domande, sempre le stesse paura, sempre gli stessi dubbi.Ciò naturalmente si ripercuote sul rapporto di coppia dove la mia ragazza si è trovata a distanza di poco nel dover affrontare un tradimento e soprattutto un test HIV, ma anche sul lavoro e sui rapporti sociali. Basandomi sulla vostra opinione espressa e letta nel sito qualche settimana fa pensavo che questa disavventura si concludesse, al massimo, con un test a 45 giorni e con la negatività al test della mia ragazza. Invece c'è un meccanismo perverso ( la paura di errori, il periodo finestra, la disomogenità a riguardo) che mi spingerebbe a fare test ogni settimana alla ricerca di una verità, di una chimera. Ma allo stesso tempo poi mi fermo e penso, mi conviene ciò? Non sarebbe più facile ripartire? Fare l'amore con la propria ragazza e godersi la vita? E' vero ho bisogno di un sostegno, forse è anche vero che avera ragione la Dottoressa del primo counsuling pre-test a 25 giorni dove mi disse che ero paranoico e bisognoso di ansiolitici, ma li liquidai il tutto con un pensiero "è tardi, sono l'ultimo, sara nervosa perchè doveva andare a casa almeno da un'ora e mi prende a bastonate", mentre se forse li sarei riuscito ad elaborare questo pensiero "ha ragione sono in preda al panico, è un medico del settore e devo attenermi a quello che dice" forse oggi vivrei una situazione diversa o almeno meno tesa. Grazie di nuovo!