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categorie protette

 
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Autore Messaggio
robby
Senior
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Registrato: Sep 08, 2007
Messaggi: 54

MessaggioInviato: Sab Feb 06, 2010 12:28 am    Oggetto: categorie protette Rispondi citando

Caro Dott.Matteo
volevo sapere se come appartenente alle categorie protette sono a rischio licenziamento. nella ditta x cui lavoro stanno lasciando a casa persone e quindi ho timore anche per il mio posto o sono in qualche modo "Protetta"?
grazie!! roberta.
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matt
avvocato
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Registrato: Jul 13, 2006
Messaggi: 128

MessaggioInviato: Mer Feb 10, 2010 11:22 am    Oggetto: Rispondi citando

Cara Robby,
l'appartenenza ad una categoria protetta, nella specie a quella degli invalidi civili, non è di per sé una garanzia che mette al riparo dal rischio di licenziamento. Tuttavia il datore di lavoro deve attuare una serie di verifiche prima di procedere al licenziamento del lavoratore invalido.
Può esserti utile, a questo riguardo, leggere quanto qui sotto riportato. Si tratta di una recente decisione della Corte di Cassazione che fa luce proprio sulle modalità con le quali è consentito aldatore di lavoro di procedere al licenziamento del lavoratore invalido:

"Secondo il costante insegnamento della giurisprudenza di legittimità, nel caso di licenziamento di un invalido per mancanza di posti compatibili con la sua menomazione, come deve essere considerato il caso in esame della presente (Cass. n. 24091 del 2009), l'onere probatorio gravante sul datore di lavoro riguarda l'impossibilità di utilizzare il prestatore di lavoro licenziato in altre mansioni compatibili con la qualifica rivestita (ex multis, Cass. civ., sez. lav., 29 marzo 1999, n. 3030; Cass. civ., sez. lav., 5 settembre 1997, n. 8555).
E' stato, altresì, chiarito che la prova dell'impossibilità di utilizzare altrimenti il lavoratore deve essere riferita all'intera azienda (Cass. civ., sez. lav., 21 febbraio 1998, n. 1891), con la possibilità di ridistribuire gli incarichi tra i lavoratori già in servizio.
Nella specie, va affermato il principio che se è vero, infatti, che il licenziamento dell'invalido assunto in base alla normativa sul collocamento obbligatorio segue la generale disciplina in tema di licenziamento quando è motivato con la sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo di recesso, è anche vero che il diritto dell'invalido di essere occupato nell'azienda alla quale è stato avviato ai sensi della legge n. 482 del 1968 trova un limite soltanto nella provata inesistenza, in tutto l'ambito aziendale, di mansioni in concreto allo stesso affidabili.
Questo principio è stato applicato, in particolare, nell'ipotesi di licenziamento dell'invalido determinato dall'aggravamento dell'infermità che ha dato luogo al collocamento obbligatorio. Non va dimenticato che il licenziamento è legittimo solo ove ricorrano le condizioni previste dall'art. 10 della legge sopra citata, e cioè perdita totale di capacità lavorativa ovvero pericolo per la salute e l'incolumità degli altri lavoratori o per la sicurezza degli impianti, accertate da un'apposita commissione medica.
Ove invece residui ancora una capacità lavorativa, sussiste in capo al datore di lavoro l'obbligo di adibirlo a mansioni equivalenti o anche inferiori compatibili col nuovo stato dell'infermità, se la struttura organizzativa dell'azienda o la situazione dell'organico aziendale lo consentano (Cass. civ., sez. lav., 17 febbraio 2002, n. 10347).
Tale conclusione è coerente con la ratio complessiva che è alla base della legge n. 482 del 1968, che deve essere individuata nella tutela di categorie di lavoratori svantaggiati, in un'ottica solidaristica ed assistenziale, rispetto alla quale le esigenze di gestione economica dell'azienda possono subire una limitazione. L'entità di tale limitazione che, è bene sottolineare, ha carattere solo potenziale atteso che non necessariamente l'impiego di un invalido si traduce in una perdita di efficienza nell'organizzazione imprenditoriale, è fissata dalla stessa legge che fissa delle aliquote di personale appartenente alle categorie protette.
Applicando tali principi alla fattispecie in esame deve affermarsi che il datore di lavoro presso il quale è avviato un invalido, a norma della L. 2 aprile 1968 n. 482, è tenuto a ricercare all'interno dell'azienda mansioni compatibili con le condizioni sanitarie del lavoratore e a questo fine deve, se necessario, procedere alla redistribuzione degli incarichi tra i lavoratori già in servizio".
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robby
Senior
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Registrato: Sep 08, 2007
Messaggi: 54

MessaggioInviato: Mer Feb 10, 2010 2:52 pm    Oggetto: ogni Rispondi citando

ogni volta leggo le leggi non capisco niente.
perche' così complesse. non si puo' semplificare?

cmq all'ufficio collocamento quando danno una risposta invece si
lì semplificano, sembra pretendi la luna...
mi è stato detto "appartenenti categoria protette sono licenziabili come tutti gli altri lavoratori"...
si parlava di crisi. del discorso crisi. siccome dove lavoro hanno chiuso 2 negozi e lasciato a casa 2 persone...
l'aggravamento per fortuna ora non mi riguarda, è proprio un timore dovuto alla crisi economica.
grazie Matteo.[/list]
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