Linfogranuloma venereo

Malattia infettiva che si trasmette per via sessuale e si manifesta con una piccola ulcerazione locale, successiva tumefazione delle linfoghiandole inguinali. E’ causata dalla Clamydia Trachomatis e detta malattia di Nicholas – Favre.

Epidemiologia: è una malattia esclusivamente umana, frequente nei paesi tropicali ma esiste in quasi tutto il mondo. In Italia è rarissima. Sono contagiosi gli individui con lesione ulcerativa in atto.

Patogenesi: lesione iniziale della mucosa degli organi genitali, che si trasmette, per via linfatica, ai linfonodi satelliti. Sempre per via linfatica, la malattia tende a diffondersi dal pene e dalla vagina agli organi circostanti. Nelle donne facilmente sono frequenti le lesioni rettali a causa del drenaggio linfatico dalla vulva e dalla vagina nei linfonodi perirettali e retroperitoneali.

Sintomatologia: periodo di incubazione di pochi gg, però sono stati descritti dei casi anche di 30 gg. La prima manifestazione è una vescicola, nell’uomo sul glande e nella donna sulla vulva, vagina, cervice uterina e regione rettale. La vescicola si rompe e si forma un’ulcera grigiastra, profonda, con bordi arrossati ma non duri. Il paziente avverte modesti disturbi locali, modesto malessere, talora febbricola.
La seconda manifestazione è l’interessamento linfoghiandolare inguinale mono o bilaterale (bubbone). I linfonodi possono aderire ai tessuti circostanti ed il bubbone, così formato, può andare incontro a suppurazione e fistolizzazione con fuoriuscita di materiale purisimile, sterile.
Ci può essere sepsi (milza, fegato, meningi, bronchi, articolazioni, occhio, ecc.), eruzioni cutanee.
Nello stadio più avanzato difficoltà al drenaggio linfatico per gravi lesioni delle vie linfatiche con: stenosi dell’uretra, dell’ano, proctite, elefantiasi del pene e dello scroto, gigantismo dei genitali esterni della donna.

Prognosi: è favorevole se l’infezione acuta viene curata bene; è riservata nelle forme croniche, specie in presenza delle complicazioni stenosanti ed elefantiasiche.

Terapia: le tetracicline sono gli antibiotici più efficaci. La terapia deve essere prolungata per alcune settimane

Fonte: AUSL5-La Spezia

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