Bollettino COA supplemento 1 2010

Scarica l'ultimo aggiornamentoI dati riportati da questi Sistemi di sorveglianza indicano che nel 2008 sono stati diagnosticati 6,7 nuovi casi di HIV positività  ogni 100.000 residenti, posizionando l’Italia fra i Paesi dell’Europa Occidentale con un’incidenza di HIV medio-alta.

La Sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV, che riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta, è stata attivata fi no a oggi in 13 regioni/province italiane: sono purtroppo assenti i dati relativi ad alcune grandi regioni e a buona parte delle regioni del Centro-Sud. L’incidenza HIV è maggiore al Centro-Nord rispetto al Sud-Isole.

A fronte di un notevole decremento dell’incidenza HIV negli anni ’90, negli ultimi 10 anni si osserva invece una stabilizzazione delle segnalazioni. Tuttavia, negli ultimi anni si rileva un aumento dell’incidenza in alcune zone; questo andamento potrebbe preludere ad una possibile riattivazione dell’epidemia in varie aree del nostro Paese.

Dall’inizio dell’epidemia, l’infezione da HIV è estremamente mutata. In particolare:

  • è aumentata l’età mediana delle persone che ricevono oggi una diagnosi di infezione da HIV: nel 2008 è di 38 anni per i maschi e di 34 anni per le femmine;
  • sono aumentati i casi attribuibili a contatti etero sessuali e omosessuali, che nel 2008 costituiscono complessivamente il 75% di tutte le segnalazioni (in particolare i contatti omosessuali rappresentano il 29% e i contatti eterosessuali il 46%);
  • sono aumentate le nuove diagnosi tra la popolazione straniera: nel 2008 su tre persone diagnosticate come HIV positive per la prima volta, una è di nazionalità  straniera;
  • nonostante il test HIV venga raccomandato a tutte le donne in gravidanza, nel 2008 sono stati segnalati 6 casi di trasmissione HIV da madre a figlio: 2 delle 6 mamme HIV positive erano straniere;
  • si stima che circa un quarto delle persone HIV positive presenti in Italia non sappia di essere infetto.

Le stime effettuate sulla base dei dati disponibili indicano che in Italia sono attualmente presenti circa 160.000 persone HIV positive viventi, di cui circa 22.000 con AIDS. Un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto. Rispetto a venti anni fa, oggi si infetta un minor numero di persone (circa 4.000 all’anno), ma è molto più elevato il numero dei sieropositivi viventi per effetto delle nuove terapie combinate; inoltre, la principale via di trasmissione è rappresentata dai contatti sessuali non protetti, che tuttavia non vengono sufficientemente percepiti come a rischio, in particolare dalle persone di età  matura.

Questi risultati sottolineano la necessità di:

  • implementare la prevenzione primaria, attraverso interventi informativi rivolti alla popolazione mirati a non sottovalutare la percezione del rischio di infezione da HIV;
  • promuovere la prevenzione secondaria, favorendo l’accesso al test HIV e al trattamento antiretrovirale per le persone a rischio d’infezione;
  • promuovere comportamenti sessuali “sicuri” per ridurre il rischio di trasmettere l’HIV e altre infezioni trasmissibili per via sessuale.

 

BOLLETTINO COA 2010- Centro Operativo AIDS ““ Istituto Superiore di Sanità 

 

FONTE: newsletter nadironlus