Profilassi post-esposizione-estratto dalle linee guida2013

L’impiego di una terapia antiretrovirale di combinazione (cART) post-esposizione per ridurre il rischio di infezione da HIV (profilassi post esposizione, PPE) è parte integrante della gestione delle esposizioni occupazionali a rischio di infezione da patogeni trasmessi con il sangue e delle esposizioni a rischio di malattie a trasmissione sessuale. Tale impiego è basato sulla plausibilità biologica.

Dopo l’esposizione iniziale, il virus si replica nelle cellule dendritiche della cute e della mucosa, che a loro volta, migrando ai linfonodi attraverso i vasi linfatici durante le prime 48 ore, svilupperanno un’infezione sistemica. Questo periodo di latenza nella diffusione sistemica lascia una “finestra di opportunità” per la PPE, utilizzando una cART che blocchi la replicazione dell’inoculo iniziale di virus .
 

Criteri per l’offerta
Le persone esposte a un potenziale rischio di infezione da HIV possono presentarsi in uno stato acuto di ansia; è opportuno rassicurarle che in generale il rischio di trasmissione di HIV in seguito ad una singola esposizione ad una fonte con infezione accertata è basso, in media dello 0.3-0.5%. Alcune circostanze o fattori ne determinano un aumento, altre una riduzione; la probabilità di trasmissione correla significativamente con la concentrazione di HIV nel materiale cui ci si espone, sia esso sangue o secrezioni genitali. In caso di paziente-fonte in cART con HIV-RNA non rilevabile nel plasma da almeno 6 mesi e non affetto da infezioni sessualmente trasmissibili (IST), la trasmissione di HIV per via sessuale al partner non infetto e a sua volta non affetto da IST è ritenuta rara o altamente improbabile [2,3].

Scarica l’allegato con le tabelle di raccomandazione o meno della PPE estratte(pagine 90,91,92) dalle Linee Guida 2013

Fonte: linee guida 2013