Pubblicato il manuale: “HIV/AIDS FIELD GUIDE: a planning and practice guide to integrating HIV/AIDS into the ICRC’s health work”.
Dopo l’OMS, l’UNAIDS e l’UNODC (Ufficio delle NU per Crimini e Droghe), anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa si unisce al coro di voci a sostegno delle politiche di riduzione del danno, ormai universalmente riconosciute come il mezzo più efficace per prevenire i danni da abuso di sostanze e contenere la diffusione dell’HIV/AIDS.
In un manuale del CICR (http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/html/p0953) sono dettagliatamente descritte strategie e attività .
Importanti le raccomandazioni relative alle prigioni, frutto dell’esperienza derivante dall’aver visitato oltre 500.000 detenuti nel 2008 in tutto il mondo:
* terapie sostitutive (metadone e buprenorfina)
* distribuzione di aghi e siringhe sterili
* fornitura di varechina per sterilizzare aghi e siringhe
* disponibilità di profilattici
Secondo Massimo Barra, Vice-Presidente della Croce Rossa Internazionale (Commissione Permanente) “Questo documento ci conferma che solo un atteggiamento basato sulle evidenze scientifiche e scevro di ideologie e pre-concetti deve ispirare il mondo nell’intraprendere azioni di lotta all’HIV/AIDS e pianificare programmi di riduzione del danno derivante dall’uso di droghe, e si affianca al manuale “Spreading the light of science– guidelines on harm reduction related to injecting drug use” con cui la Federazione Internazionale già nel 2003 suggeriva alle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di superare pre-giudizi di tipo paternalistico e di intraprendere, tra le iniziative di lotta alla droga quelle di provata efficacia”.
Prevenzione, riduzione del danno e terapia non sono in antinomia tra di loro. Come ha recentemente scritto l’UNODC “La riduzione del danno è stata fatta divenire senza necessità una questione controversa come se ci fosse una contraddizione tra prevenzione e trattamento da un lato e riduzione delle conseguenze sociali e di salute dall’altro. Questa è una falsa dicotomia. Esse sono complementari”.
Fonte: ADUC