Mi ha colpito molto un servizio della rai sui giovani.
Parlava delle studentesse liceali di Perugia, proprio lo stesso target in cui opero per la prevenzione da quattro anni, in cooperazione con altre associazioni, abbracciando altre tematiche all’interno di un progetto che si chiama ‘Prevenzione e Salute’.
MTS, Droghe, Alcol, Doping. Ognuno con le sue competenze collaudate. Mi veniva in mente la mamma di Firenze di ‘Non sparate sul pianista’
Dal servizio si evince, con tanto di interviste schermate e quant’altro, che le studentesse elargiscono “˜prestazioni sessuali’ in cambio di modiche quantità di fumo. Che è prassi comune, che te la tirano dietro, lo dicono con naturalezza, sghignazzando quasi “¦insomma, una cosa normale.
Se penso che presumibilmente ad alcune di loro probabilmente ho parlato di aids per anni”¦ rabbrividisco.
Un altro servizio parlava della pillola del giorno dopo, ogni lunedଠ(marinando la scuola e quasi sempre con compagne con lo stesso problema) ricorrenza di massa per una miriade di 13/14enni reduci da discoteca, il medico intervistato parlava anche di 11/12enni sempre più frequenti.
I miei ricordi da discoteca sono datati, ma nell’ultima apparizione da cliente e non da operatore, nel lontano 1995, roba da archeologia, mi era evidente un declino notevole.
In pratica, per scelte di vita discutibili, erano più di 10 anni che non entravo, e dire che durante la mia adolescenza ci vivevo dentro quotidianamente 10 ore per 5 giorni la settimana, quindi ne ho viste e fatte di tutti i colori, non sono un’educanda. Però al contrario dell’ultima volta, quella del 95, non te la tiravano in faccia, almeno, non tutte.
Invece, ho visto nugoli di bambine sculettare mezze nude in pista e fare servizietti nei cessi in cambio di pastigliette.
Ho chiesto ai miei amici, mi hanno risposto che era normale, che era cosଠovunque, anzi.
Uno scempio per me, non ero più in grado di sguazzare nello squallore, non più da molti anni.
Ai tempi, c’erano solo droghe tradizionali (almeno per il vasto pubblico”¦) oppure come si fa nei secoli dei secoli, ci si buttava sugli alcolici, ma io avevo la sbronza cattiva e non bevevo spesso, ma in compenso mi drogavo tanto.
Le “˜prestazioni sessuali’, erano rare anche tra le tossicodipendenti all’ora, non ce n’erano molte, e quelle che si sbronzavano, erano abbastanza scafate da non dartela a prescindere.
Anche noi maschi eravamo bastardi, ma diversi.
Nel senso che tutti i giorni, per un motivo o per l’altro a scuola c’era sempre la scusa per corcarsi di mazzate con qualcuno, ma gli handicappati o gli sfigati, secchioni compresi, li lasciavamo perdere, se lo facevi era come picchiare una donna, un bambino, “¦un’infamata.
Buscavi come l’orso e venivi tagliato fuori, veramente fuori.
Questi rimbambiti invece si filmano pure, si scrivono i mandati di cattura in bianco.
La violenza sessuale sulle donne era un’utopia, quei pochi che la esercitavano venivano perseguitati e brutalizzati, se avevano la sfortuna di entrare anche in minorile o in galera, allora era ancora peggio, sempre chiuso, da solo, e se eri particolarmente schifoso, come i mangiabambini, quelli che chiamano pedofili, la guardia faceva in modo di dimenticarsi la cella aperta, il tempo che bastava per gonfiarlo come una zampogna. Bastardi e reietti sà¬, ma con dignità .
Forse sbaglio, ma la maggior parte aveva genitori, come questi di oggi, eppure un limite se lo imponevano, ve lo dice uno che è cresciuto senza, accolto dai nonni paterni. Io facevo le peggio cose a tutti gli orari, senza una guida, un controllo, un’educazione, infatti sono diventato carne da cannone, ma anche le peggiori teste di ghisa avevano dei genitori a cui dovevano rendere conto.
Alcuni valori fondamentali, anche se eravamo bestie, gli avevamo.
Magari suonavamo la fidanzata o prendevamo a calci nel culo la sorella, ma non ci veniva in mente di pagare una prostituta perchà© era da sfigati, figuriamoci violentarne una.
Questi violentano in gruppo, si filmano, si coprono il culo, e non parlo di stranieri, parlo dei nostri.
La cosa aberrante, è che le ragazze di Perugia non lo fanno neppure per bisogno, i soldi non mancano, nà© per dipendenza.
Allora, davanti a tutto questo come ci dobbiamo porre?
Mentre le discoteche producono scoppiati a livello industriale, già instradati da deleterie ed assurde pubblicità alcoliche e discotecare, tra una tribù di idioti e una community d’ignoranti, che non sanno neppure chi è il presidente della repubblica, quelli che poi fanno gli scioperi, che occupano, ma anzichà© discutere e fare casino per ribellarsi a questi governi che li stanno schiacciando, ascoltano l’hi-pod o montano la discoteca nella scuola occupata.
Tutti identici, con la firma sulle mutande e il culo di fuori, e le braghe che puliscono la strada, parlano tutti uguale e mirano a diventare tronisti o veline, l’aspirazione della vita.
Mamma mia, ma i genitori dove sono? Altro che scuola.
Senza la famiglia la scuola non può nulla. Ma la famiglia magari pensa alla carriera, alle tette nuove da sfoggiare o al SUV del vicino di casa da invidiare.
Apparire senza essere, in tutto, anche nella genitorialità . Questi anzichà© insegnare e imporsi, picchiano i professori, rei di questo o quello nei confronti del proprio moccioso.
Una grande rappresentazione che si trasmette ai figli, che a loro volta continueranno la catena di S.Antonio al contario, verso il nulla, manca poco ormai.
Per le prossime generazioni stiamo freschi.
Dipendenze, scompensi celebrali, aids, sifilide, tbc, epatiti, candide, papillomi, gonorree che corrono incontrollate tra i nostri figli da anni e che stanno prendendo sempre più piede.
Mi rendo sempre più conto, che la deriva culturale è inarrestabile, che fare prevenzione è come togliere l’acqua con un setaccio.
Caino