servizio al cittadio

Aggiungo qualche parola all\’articolo precente postato dalla redazione "La giustizia dietro le sbarre" e le spendo con profonda cognizioni di causa di chi ha vissuto quasi metà della sua vita dietro le sbarre da detenuto.

Non vi racconto la solita manfrina del detenuto agonizzante per quasi tutta la giornata dentro ad una cella condivisa con una cifra di altre persone, perchè non è sempre vera questa realtà, se pur frequentissima. ci sono carceri dove la vivibilità è dignitosa e la giornata è occupata da loro, ma è una realtà in minoranza.
L\’indulto del 2006 non ha risolto niente, come ogni indulto del passato e personalmente ero presente nelle carceri per i tre indulti precedenti. nota bene: io non sono mai uscito pur usufruendone perchè il mio fine pena era ancora lontano, ma questa è un\’altra storia.
Gli indulti non servono a niente!!! Sono fatti e costruiti dal governo quando la situazione diventa ingovernabile, ma poi la fanno passare come un atto di clemenza quando invece la tendenza sarebbe di chiudere ulteriormente e inasprire anche le pene per una semplice pisciata del barbone che ubriaco la fà sulla ruota di un camion.Nei giorni post indulto ho visto gente uscire a frotte e rientrare con la velocità della luce perchè fuori non avevano nessuna situazione adeguata, ne familiare e soprattutto lavorativa.
Finchè non si capirà che il carcere è un servizio per i cittadini, servizio pagato dal citadino stesso e che tenere la gente nell\’inedia e senza creare prospettive per quando giungerà il fine pena, il carcere e le pene sarano inutili. il 90% dei detenuti un giorno tornerà tra voi, sia che oggi prende 5 o 10 o 20 o 30 anni e anche quelli con l\’ergastolo, il problema è solo rimandato, un giorno il portone del carcere si riaprirà. meglio riavere in società un soggetto che nel frattempo ha acquisito consapevolezza, capacità di revisone del passato, formazione lavorativa e speranza di sostenersi economicamente, oppure un uomo o una donna incattiviti dalla prigione? la risposta immagino sia ovvia!
Non ci sarà indulto che terrà, nuove carceri inutili da costruire perchè si riempiranno anche quelle.
L\’unico impegno serio che un paese civile può e deve prendere è investire risorse lavorative e formative dentro le nostre prigioni. le Poche cooperative che esistono dentro le carceri sono nate e formate da detenuti ed ex detenuti stessi, io ne faccio parte da 10 anni e ora che sono libero lavoro presso gli uffici esterni.
Proprio oggi scarcerano un amico dopo 9 anni, verrà a lavorare da noi perchè in questi anni ha acquisito una formazione di lavoro tale che adesso è spendibile sul mercato.Questi sono fatti non pugnette. ma la tendenza delle amministrazioni politiche non è questa, almeno nei fatti, sulla parola si, ma le chiachere nella vita stanno sempre a zero.
A San Vittore  di Milano per esempio, era esistente dal 2002 un call center di telecom italia del 1254, dava lavoro a decine di detenuti. Ora non esiste più perchè fatto letteralmente sloggiare dalla Direzione. Altre cooperative lavoravano a San Vittore, dalla falegnameria el laboratorio del vetro, ma ora nulla più. ora si che la gente di nuovo vegeta.La situazione sarà sempre allarmante. Impariamo a guardare il carcere come un servizio per il cittadino e forse le cose andranno meglio.