News dalla Conferenza mondiale

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Hillary Clinton, Elton John e Timothy Ray Brown( il ‘paziente di Berlino’).
 

NEW YORK, 24 luglio 2012
L’obiettivo è creare la prima generazione libera dall’Hiv.
E’ questo il messaggio del segretario di stato americano Hillary Clinton ai 25mila delegati delle Nazioni Unite riuniti a Washington per la 19esima edizione della Convegno mondiale per la lotta all’Aids.
Il governo statunitense ha annunciato di voler destinare 150 milioni di dollari ai paesi più poveri colpiti dall’epidemia. Il tema della conferenza di UNAIDS è “cambiamo insieme il futuro” e riflette un momento unico nella lotta al virus.
La dichiarazione di scienziati e attivisti, ribattezzata "Washington Dc Declaration” è più che ambiziosa: «Con i progressi della scienza e le conquiste politiche e sociali ora è possibile dare il via alla fine dell’epidemia nel corso di questa generazione».

Anche Elton John ha partecipato per la prima volta alla conferenza, che non si teneva in territorio statunitense da 22 anni, dopo che il governo Obama ha abolito la legge che vietava l’ingresso negli USA ai sieropositivi. «Potrei essere morto, come i miei amici Freddie Mercury e Rock Hudson. Per anni sono stato dipendente dalla droga e dall’alcool e con il mio comportamento mi sono messo in situazioni in cui il rischio di contrarre l’Hiv era molto alto» ha dichiarato la rockstar, da sempre impegnata nella lotta al virus. «Non importa chi siete, nè che cosa fate. Ognuno merita compassione, dignità e amore. L’Aids è un malattia causata da un virus, ma l’epidemia no. L’epidemia è causata dal marchio dell’infamia, dalla violenza e dall’indifferenza».

Se qualcuno non lo sapesse, Timothy Ray Brown potrebbe essere il primo – e per ora probabilmente l’unico – paziente a guarire dall’AIDS.
Ha parlato alla conferenza mondiale ed è la speranza dei ricercatori.
Da parte su, ha accettato di buon grado di parlare alla conferenza e ha detto chiaramente di ritenersi “ancora libero del virus dell’HIV”, e ha annunciato la creazione di una Fondazione a suo nome.

“Voglio essere chiaro. Sono HIV-negativo”, ha detto Brown in una conferenza stampa. Brown, conosciuto come “il paziente di Berlino”, ha risposto direttamente ad una polemica insorta di recente, quando i campioni di tessuto che si è fatto prelevare hanno mostrato la presenza di HIV.

Steven Yuki presso l’Università di California, San Francisco, uno degli scienziati che avevano esaminato i campioni di Brown, ha espresso dubbi sulla sua effettiva guarigione. ”Ci sono alcuni segni che dicono che il virus è ancora presente, ma non sappiamo se si tratta di una contaminazione o se dobbiamo considerare una positività,” ha detto Yuki lo scorso giugno.

Tuttavia, Brown ha detto che non assume antiretrovirali ormai da cinque anni e che sta perfettamente bene.
La storia di Timothy Ray Brown – forse uno dei casi più noti nella ricerca sull’HIV – inizia nel 1995 quando gli è stato diagnosticato l’HIV a Berlino. Per 11 anni, i medici lo hanno trattato con terapia antiretrovirale, alla quale ha risposto positivamente.
Nel 2006, tuttavia, la salute Brown è peggiorata. Gli è stata diagnosticata una leucemia mieloide grave – curata dai medici attraverso una potente  chemioterapia, per uccidere tutte le cellule tumorali nel sangue.
Dopo varie vicissitudini e vari cicli di chemio,il suo oncologo Gero Hutter ha deciso per un trapianto di cellule staminali, scegliendo un donatore che aveva una rara mutazione che rende le cellule immuni HIV. In seguito, con uno studio pubblicto sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, Hutter e i suoi colleghi hanno annunciato di aver curato col trapianto di staminali non solo la leucemia, ma anche la sua sieropositività. In altre parole, i ricercatori avevano eliminato l’HIV dal suo corpo.
Brown ha smesso di prendere i farmaci antiretrovirali il giorno del trapianto, e ha detto di non averne mai più avuto bisogno. L’unico inconveniente è che ha subito qualche danno neurologico. “C’è stato un periodo dopo il trapianto in cui non riuscivo nemmeno a camminare,” ha detto.
La strada delle cellule staminali ovviamente non è percorribile per tutti i pazienti sieropositivi, ma potrebbe essere molto utile come caso per mostrare che è possibile eradicare il virus dell’HIV dal corpo umano. Sempre che il caso del Paziente di Berlino verrà confermato da altri studi.
 

 

Fonti:quotidiano.net-gaianews.it
Adattamento a cura di redazione