Vienna 18-23 luglio 2010

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Rights here, right now

 

 

 

La sera del 18 luglio, al Centro Espositivo Internazionale di Vienna, si è aperta la XVIII Conferenza mondiale sull’HIV.
Alla cerimonia d’apertura, il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ha pronunciato un discorso televisivo, invitando i vari Paesi a continuare a prestare attenzione alla prevenzione ed al trattamento dell’HIV, richiedendo alla comunità internazionale di fornire gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo per la prevenzione ed il trattamento del virus.

 

Fonte: Aidsmap.com

E’ stato presentato anche un documento  Vienna Declaration  nel quale molti paesi si impegnano ad attuare politiche di riduzione del danno sul consumo degli stupefacenti che prevengano il contagio tramite lo scambio di siringhe infette

Ci sono i ministri della salute di molti paesi, ma non l’Italia…che  non ha neppure sottoscritto la dichiarazione…

Si apre lo IAS e i riflettori si accendono anche sulle proteste: un corteo ha manifestato contro i tagli ai finanziamenti per la ricerca e alla lotta alla malattia. Il fondo mondiale per la lotta all’Aids ha bisogno di almeno 20 miliardi di dollari per i prossimi tre anni e stando ai dati forniti dalla Unaids, il fondo specializzato dell’Onu per la lotta alla malattia, dal 2009 in poi gli aiuti non sono mai più cresciuti.

“Nell’ultimo anno gli stessi leader non hanno avuto problemi a trovare denaro per salvare i loro amici delle avide banche di Wall Street eppure quando si tratta di salute globale le tasche sono sempre vuote”.

Eppure è proprio dalla ricerca che nascono nuove cure e diminuiscono i contagi:
Un gruppo di ricercatori canadesi ha pubblicato su Lancet uno studio sull’andamento della malattia dal quale si evidenzia che   per ogni 100 persone che vengono curate con i farmaci antiretrovirali i nuovi contagi nell’area scendono del 3%. Il merito dei minori contagi è proprio dei trattamenti, che quindi hanno un doppio vantaggio, sia sui pazienti che sulla salute pubblica. «Esperienze come questa devono far riflettere medici e istituzioni sanitarie – hanno affermato Franco Maggiolo e Sebastiano Leone degli Ospedali Riuniti di Bergamo in un commento sulla rivista inglese – i trattamenti potrebbero avere una parte importante nel controllo futuro dell’epidemia».

Ma la crisi è in agguato : secondo gli esperti a Vienna i fondi per le ricerche sul vaccino sono stati già tagliati del 10%.