Ciao Andrea

Una vita può interrompersi all’improvviso e lasciarti dei vuoti immensi, che subito si percepiscono come tali. Ecco cosa è accaduto ieri con la scomparsa del professor Andrea De Luca nell’incidente autostradale sull’A24.

Si è interrotta la vita di uomo, di un padre, di un ricercatore clinico italiano ed internazionale, di un professore, di un infettivologo impegnato anche socialmente nella lotta all’Hiv, del medico di molti di noi persone con Hiv, e le nostre condoglianze vanno in particolare alla sua famiglia.

È strano pensare che proprio oggi Andrea sarebbe dovuto essere il coordinatore di un gruppo di lavoro presso il Ministero della Salute sulla formazione degli operatori sociosanitari sul tema dell’Hiv, al quale avrei partecipato anch’io; e invece a quel tavolo ci siamo ritrovati tutti a guardarci con gli occhi lucidi per la sua mancanza, che già si sente.

Andrea era spinto dalla passione per il suo lavoro che lo ha portato a impegnarsi su più fronti, e il valore di ciò che si perde è immenso. Pensavo che avrei avuto tutto il tempo per dirti grazie, ma questo tempo mi è stato strappato via in modo davvero inaspettato. Spesso ci ritrovavamo a parlare di pazienti che conoscevamo entrambi, condividendo preoccupazioni o considerazioni, e chiedeva la mia opinione con estrema umiltà e semplicità, nemmeno fossi una sua collega!

Questa è una foto del 2017 che ci ritrae insieme al congresso Icar di Siena, la sua ultima città di adozione universitaria, in uno dei tanti momenti di condivisione nella lotta all’Hiv.

Ciao Andrea. Grazie!