Donne positive

Consigli e cure per donne HIV+

Uno studio comportamentale (Behepi-ICONA) realizzato in Italia su un campione di 2500 persone sieropositive ha fornito alcune importanti caratteristiche delle donne sieropositive italiane. Circa il 60% delle donne di questo campione ha acquisito l\’infezione tramite rapporti sessuali non protetti con uomini sieropositivi e più del 70% di loro ha avuto nella vita meno di 5 partner sessuali. Di queste l\’80% ha dichiarato di aver acquisito l\’infezione da HIV dal partner stabile (solo il 30% era a conoscenza della sieropositività del partner al momento del contagio). Questi dati fanno riflettere sulla pianificazione di futuri interventi di prevenzione rivolti a questo gruppo bersaglio di cui non è più possibile ignorare la particolare vulnerabilità rispetto a questa infezione.

Perchè le donne rischiano di più:

Per motivi di ordine biologico:

1-la conformazione della vagina determina un contatto più prolungato con lo sperma;

2-lo sperma contiene una concentrazione maggiore di virus rispetto alle secrezioni vaginali;

3-nella mucosa vaginale e nell\’ano spesso sono presenti microlesioni che possono facilitare l\’ingresso del virus.

Per motivi di ordine religioso, culturale e sociale:

1-spesso i partner ritengono il rapporto non protetto una forma di fedeltà e di fiducia;

2-le differenze tra grandi metropoli e piccoli centri, le diverse tradizioni culturali, pesano molto sui comportamenti femminili;

3-come donne non è sempre facile chiedere nei rapporti sessuali l\’uso del profilattico;

4-può essere difficile anche acquistarli o tenerli con sé, perché ci crea imbarazzo.

Studi psicosociali realizzati con l\’intento di comprendere i determinanti comportamentali nell\’uso del profilattico hanno evidenziato che situazioni di emarginazione, di dipendenza economica di scarsa emancipazione all\’interno della coppia sono ostacoli importanti alla possibilità della donna di scegliere in modo autonomo sulla propria vita sessuale, compreso l\’uso del profilattico.Durante i rapporti sessuali il virus HIV si trasmette molto più facilmente da uomo a donna che da donna a uomo. Il rischio di infezione per una donna è molto alto nei rapporti anali e nei rapporti vaginali, e se la donna ha infezioni vaginali concomitanti

Evitare l\’infezione da HIV è possibile, i comportamenti responsabili e le misure di prevenzione sono i nostri migliori alleati. Oggi i nuovi casi d\’infezione sono dovuti prevalentemente a rapporti eterosessuali a rischio.Essere informate, conoscere e riconoscere i rischi, ci rende consapevoli.

 

La tua consapevolezza è uno strumento di tutela!

L\’uso del preservativo nei rapporti sessuali è oggi l\’unico comportamento preventivo efficace e di tutela della propria salute. Altre info qui
Se, comunque, si è incorse in un rischio, anche minimo, l\’unico modo per accertare la presenza dell\’infezione da HIV è quello di sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue per effettuare i test HIV. Altre info qui
E\’ utile ricordare che:
le procedure estetiche e curative che possono determinare fuoriuscita di sangue o che vengono effettuate con aghi o oggetti taglienti, possono determinare un rischio di esposizione al virus.
Tali situazioni possono verificarsi in presenza di comportamenti scorretti:
dal dentista; dall\’estetista; nei centri per l\’agopuntura; nei centro dove si fanno tatuaggi e piercing;nei centri per la mesoterapia e per i trattamenti sclerosanti.
Verificare preventivamente che il centro a cui ci si rivolge sia affidabile e i professionisti siano seri e preparati.

Alcune considerazioni

La popolazione femminile è penalizzata rispetto a quella maschile sia per condizioni economico-sociali,  sia per aspetti correlati all’infezione da HIV (prevenzione e counselling, ritardo nella diagnosi e nell’accesso alla cure, mancanza di studi di genere).

  •  L\’accesso alla terapia HAART si è dimostrato essere minore nelle donne rispetto agli uomini anche in Italia e in nazioni in cui vi è gratuità delle cure (Mocroft A, 2000) soprattutto se questa comprende un inibitore delle proteasi.
  •   Le donne, rispetto agli uomini, hanno una carica di HIV circolante di 0,2 log10/mL minore a parità di livello di immunodepressione. Questo dato è stato confermato da numerosi studi, ma non sembra condizionare la prognosi della terapia. Non è noto se ciò possa dipendere dall\’assetto ormonale femminile (Rezza G, 2000; Sterling TR, 2001).
  •   In numerosi studi è stato dimostrato che gli effetti collaterali dei farmaci sono più frequenti nelle donne rispetto agli uomini.
  • Le donne di conseguenza hanno una maggior probabilità di sospendere uno o più farmaci del regime HAART o di interrompere tutto il regime, minor aderenza rispetto agli uomini. Il dato non sembra essere correlato ad una diversa massa corporea. Inoltre, le donne sono più frequentemente soggette a sindrome da redistribuzione del grasso corporeo, specie ad accumulo centrale Lipodistrofia (Arminio Monforte A, 2000; Galli M, 2002).
  •   E\’ tuttora controverso se le donne siano meno aderenti degli uomini alle terapie antiretrovirali. Indubbiamente l\’accudimento della prole da un lato,e la maggior frequenza di effetti collaterali della terapia dall\’altro, condizionano l\’aderenza alla terapia stessa (Hellinger FJ, 1993; Ammassari A, 2001).
  • Diversi sono gli studi che hanno cercato di valutare se la prognosi clinica dell\’infezione da HIV sia peggiore nelle donne, date tutte le premesse su esposte. Sicuramente una volta iniziata la terapia potente non sembra esservi differenza nella prognosi tra maschi e femmine (Mocroft A, 2000; Moore AL, 2002; Junghans C, 1999). Alcuni Autori però hanno evidenziato che le donne sono più frequentemente soggette a sindromi depressive; queste, a loro volta, sono state associate ad una più rapida progressione dell\’infezione (Ickovics JR, 2001).
  • Più difficile è la valutazione della prognosi dall\’inizio dell\’infezione: le coorti di sieroconvertiti non sembrano mostrare una diversa prognosi in relazione al sesso; si deve però considerare che la numerosità di tali coorti potrebbe non essere sufficiente per evidenziare tale evenienza (Rezza G, 2000).
  • Nelle donne alcune malattie associate all\’ HIV sono differenti: ad esempio sono afflitte da infezioni vaginali, ulcere genitali, infiammazioni pelviche (PID) e condilomi genitali più spesso e più seriamente di donne non infette. Il cancro alla cervice dell\’utero rientra nella lista delle malattie associate all\’infezione da HIV dal 1993.
    Le donne sieropositive dovrebbero fare il pap test e almeno una volta all\’anno.
    La donna contrae la candida orale, e herpes circa il 30% in più degli uomini.
    La maggior parte dei trattamenti usati per l\’HIV non sono stati studiati nei loro effetti sull\’organismo femminile.

E\’ quindi ribadito anche nelle ultime linee guida (2011)   che nuovi studi clinici, rivolti alla sperimentazione di nuove molecole o a nuove strategie terapeutiche, arruolino un adeguato numero di donne per evidenziare meglio tali problematiche.


Donna +

Se ti hanno detto che sei Hiv positiva o in fase avanzata dell\’infezione è molto probabile che ti senta preoccupata o impaurita.
Sapere come l\’HIV agisce sulle donne può aiutarti a prenderti cura di te.
Il virus dell\’HIV influisce nella vita delle donne in varie forme, tra queste, l\’aspetto medico è solo uno dei tanti. Altre info qui

Le informazioni che trovi in queste pagine si basano sull\’esperienza di donne che già convivono col virus .
E\’ importante che tu possa trovare persone con cui parlarne(ad esempio altre donne sieropositive) e nello stesso tempo che tu instauri un buon rapporto con l\’infettivologo che ti seguirà nel percorso terapeutico e con un ginecologo/a. Sarebbe molto utile informare anche il medico di medicina generale (medico di base)

Problemi mestruali

Le donne Hiv+ possono essere soggette a un ciclo mestruale irregolare, più intenso, più prolungato o più doloroso, oppure possono addirittura non averlo.Non tutti i medici collegano questi problemi all\’HIV, ma molte donne con Hiv riscontrano questi cambiamenti.
La sindrome premestruale(SPM)talvolta può accentuare il gonfiore al seno, la stanchezza, l\’emicrania e cambi di umore, con una accentuazione dell\’ansia, dello stress o della depressione.
Sono anche frequenti episodi di candida o herpes nei giorni vicini alle mestruazioni.Inoltre, l\’ansia, lo stress, la fatica, l\’anemia, la perdita di peso, alcuni farmaci e il consumo di alcune droghe (eroina,ecstasy, cocaina), possono acuire i problemi mestruali.
Devi consultare il tuo medico o ginecologo/a se ti accorgi di avere un ciclo troppo lungo o doloroso, perchè potrebbe essere un sintomo di trombocitemia (basso numero di piastrine che sono le cellule che hanno il compito di far coagulare il sangue).
La terapia per questi problemi può includere integratori di ferro (o alimenti che lo contengono come fegato, albicocche, lenticchie,spinaci, uova -ben cotte per evitare infezioni da salmonella), cure a base di ormoni e analgesici.
Se non hai le mestruazioni per più di tre mesi, può essere che tu sia incinta,o sottopeso o che ci sia uno squilibrio ormonale o un processo di menopausa precoce.
Anche in questo caso la prima cosa da fare è consultare il medico.
Come terapia complementare contro la sindrome premestruale è importantissimo evitare un eccessivo affaticamento, limitare il consumo di sale, caffè, zucchero e fare pasti regolari.
Integratori di magnesio, zinco possono essere utili.
E\’ importante anche, per quanto possibile, rafforzare i muscoli addominali e controllare la stitichezza o la diarrea che contribuiscono ad aumentare il dolore.

Sesso e mestruazioni….

 


Malattie sessualmente trasmesse e altre coinfezioni(Tratto dalle linee guida 2011)
La presenza di infezioni sessualmente trasmesse o di lesioni genitali possono amplificare il rischio di trasmissione e di acquisizione dell’infezione da HIV. E’ dimostrata l’associazione tra l’infiammazione della mucosa genitale, l’infezione da Herpes genitalis di tipo 2, l’immunoattivazione e lo shedding di virus HIV . La diagnosi e il trattamento delle infezioni sessualmente trasmesse non differiscono nelle donne HIV positive rispetto alla popolazione generale. In considerazione dell’aumentato rischio di accessi tubo-ovarici infiammazione pelvica con conseguente possibile occlusione tubarica bilaterale e relativa infertilità, si raccomanda uno screening per Clamidia e Mycoplasma.
Alcune evidenze dimostrano come la menopausa induca una più rapida progressione della fibrosi epatica nelle donne con epatite cronica C rispetto al periodo precedente la menopausa. Inoltre il cambiamento dell’assetto metabolico che si instaura nel periodo menopausale influenza la progressione della steatosi epatica . Non vi sono dati che possano confermare questo trend nelle donne con coinfezione HIV/HCV. Recentemente sono stati pubblicati dati che dimostrano come l’efficacia della terapia con peginterferone e ribavirina nel periodo subito precedente la menopausa ed in menopausa, sia ridotta rispetto all’outcome della stessa terapia condotta prima dell’istaurarsi della menopausa.
Viene pertanto raccomandato:
– Di intensificare i controlli della progressione della malattia epatica nella donna con amenorrea o in procinto di entrare in menopausa .
– Il trattamento dell’epatite cronica C deve essere effettuato il prima possibile in modo da evitare il periodo relativo all’entrata in menopausa, che sembra essere caratterizzato non solo dall’aggravarsi della fibrosi epatica, ma anche da una ridotta efficacia  della terapia anti HCV.


Malattia Infiammatoria Pelvica

La MIP è un\’infiammazione della zona pelvica causata principalmente da malattie a trasmissione sessuale non curate come gonorrea e clamidia.
Potresti essere affetta da MIP senza accorgertene, però generalmente è associata a sintomi come:dolore al basso ventre e nella zone lombare, intenso dolore pelvico, dolore durante la panetrazione, perdite vaginali, febbre e stanchezza.
Una diagnosi precoce non sempre è possibile, è probabile che sia necessario un esame tomografico dell\’addome inferiore.
Il medico inserisce un tubo flessibile con una lente attraverso l\’addome per esaminare l\’utero e le tube. E\’ un esame che richiede anestesia generale e per questo motivo non rientra negli esami di routine.
Se ritieni di avere la MIP, o presenti qualche sintomo elencato precedentemente, parlane col tuo ginecologo/a.
Una MIP trascurata provoca dolore intenso , emorragie durante le mestruazioni e infertilità.
L\’infezione acuta può provocare setticemia e in casi estremi la morte.
Terapia farmacologica:serve un trattamento immediato con antibiotici per ridurre, se è possibile, lesioni alle Tube di Falloppio che possono portare all\’infertilità.E\’ possibile che serva un ricovero ospedaliero per un trattamento antibiotico per endovena.
Terapia complementare:è provato che l\’agopuntura è efficace per questa patologia.
La penetrazione vaginale è sconsigliata con questa patologia perchè risulta dolorosa e può peggiorare la situazione.

Controlli ed esami

Potresti trovare inutile sottoporti ad esami quando stai bene, però eseguire controlli periodici è molto importante, perchè possono aiutare te e il tuo medico a controllare la tua salute e ottenere informazioni sicure sulla tua situazione clinica.
Questo può servire per evitare malattie ed avere più cura di te stessa.
Cerca di ottenere che il tuo medico ti conceda tempo sufficiente e che risponda alle tue domande e preoccupazioni.
Ti può essere d\’aiuto fare una lista di domande da portare con te alla visita di controllo e puoi annotare le cose che hai paura di dimenticare.
Durante le visite puoi farti accompagnare e hai diritto di cambiare medico e ospedale se non sei contenta dell\’attenzione che ricevi.
Le condizioni dei pazienti non sono tutte uguali, però normalmente le visite di controllo con l\’infettivologo si fanno ogni 3-6 mesi.
Questi controlli periodici devono includere una prospettiva generale della tua salute, una visita medica, esami del sangue ed urina.I più importanti esami di laboratorio sono il conteggio dei CD4 (anche chiamati T4) e la carica virale (anche chiamata viremia o dosaggio HIV-RNA)
Il CD4 è un tipo di linfocita che forma il sistema immunitario ed è fondamentale per combattere le infezioni e per questo è importante controllarlo. Se si abbassa il numero dei CD4 è più probabile che si sviluppino infezioni opportunistiche e se si abbassano sotto la soglia dei 200 possono insorgere infezioni importanti.
L\’esame della carica virale ti dice la quantità di virus presente nel sangue e quindi la sua capacità di replicarsi attivamente. Questo esame ti aiuta a decidere quando è il momento di iniziare una terapia e mostra anche quanto è o non è efficace la terapia che stai facendo.


Inizio del trattamento antiretrovirale e risposta alla terapia antiretrovirale: differenze di genere(Tratto dalle linee guida 2011)

Non vi sono differenze di genere su quando iniziare la terapia antiretrovirale e sulla risposta immunovirologica. Infatti, sia studi clinici che studi di coorte [1-5], pur con il limite della scarsa numerosità di donne incluse (<30%), hanno dimostrato una sostanziale equivalenza di risposta sia per genere sia per età [6].
Numerosi studi invece indicano che le donne, rispetto al sesso maschile, accedono alla terapia antiretrovirale più tardivamente soprattutto se questa comprende un inibitore
delle proteasi [7, 8]. E’ controverso invece se le donne presentino minor aderenza alla terapia. E’ necessario quindi che nuovi studi clinici, rivolti alla sperimentazione di nuove molecole o a nuove strategie terapeutiche, arruolino un adeguato numero di donne per evidenziare meglio tali problematiche.
Quindi:
Non vi sono differenze significative di genere nella risposta complessiva alla terapia antiretrovirale.
– Sono auspicabili studi clinici controllati che arruolino un adeguato numero di donne per meglio valutare se esistono delle differenze di accesso e di aderenza alla terapia antiretrovirale nei due sessi.
Le tossicità correlate alla terapia antiretrovirale: differenze di genere (Tratto dalle linee guida 2011)
Molti studi confermano che le donne HIV positive modificano o interrompono la terapia antiretrovirale più frequentemente rispetto alla popolazione maschile per effetti collaterali: i più significativi sono i sintomi gastroenterici, rash e acidosi lattica [1].
Gli eventi avversi associati agli NRTI più comuni nelle donne includono acidosi lattica, epatotossicità ed anemia legata all’uso di zidovudina [9].
Per quanto riguarda gli NNRTI è controindicato l’uso di nevirapina nelle donne naive con CD4+ > 250 cellule/µL per un possibile sviluppo di epatotossicità [10], rischio che però
non sarebbe più dimostrato nel caso di semplificazione e/o switch terapeutici in donne con carica virale non determinabile [11].
Nelle donne in età fertile che prevedono una possibile gravidanza è invece controindicato l’uso di EFV per i riconosciuti effetti teratogeni sul feto durante
l’organogenesi [12].
E fra i nuovi NNRTI, Etravirina sembra associarsi ad un maggior rischio di sviluppo di eventi avversi gastrointestinali, specie la nausea, nel sesso femminile rispetto al
maschile [13].
Anche per gli inibitori delle proteasi gli eventi avversi sono maggiori nelle donne, soprattutto quelli gastroenterici e molto spesso legati a ritonavir [4, 14].
Considerato che la terapia antiretrovirale può aumentare la “resistenza ovarica” con possibile menopausa precoce, occorre un monitoraggio sulla funzionalità ovarica soprattutto nelle donne in età fertile con desiderio di maternità.

A tutt’oggi ci sono pochi studi che confrontano la diversa prevalenza nei due sessi delle complicanze metaboliche; sicuramente dopo l’inizio della HAART sono le donne rispetto agli
uomini che sviluppano maggiormente cambiamenti antropometrici con lipoatrofia periferica e lipoaccumulo centrale [15], mentre minore è il rischio di sviluppo di ipertrigliceridemia in età fertile [16].
Il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari è più alto nella popolazione maschile che in quella femminile HIV positiva. Tuttavia nelle donne HIV positive rispetto alla popolazione
generale è più alta la prevalenza di patologie cardiovascolari, con più alti valori di trigliceridi, leptina, colesterolo LDL [17].
Non ci sono studi che indichino in tale popolazione un maggior rischio di insulino resistenza anche se donne con sindrome lipodistrofica in terapia con inibitori delle proteasi possono essere considerate a rischio [18].
La relazione tra osteopenia e osteoporosi, infezione da HIV e terapia antiretrovirale è ancora controversa [19]. Se si considerano i fattori di rischio tradizionali, quali epoca delle menopausa e peso, comunque le donne HIV positive rispetto alla popolazione generale femminile sono a maggior rischio di bassi livelli di densità minerale ossea
(BMD) e di vitamina D [20-21].

Sulla base di queste osservazioni viene raccomandato di:
– Iniziare una terapia antiretrovirale che tenga conto degli effetti collaterali e delle tossicità (es. intolleranza gastroenterica, lipodistrofia) in modo da ridurre il rischio di sospensione o
mancata aderenza
[AII].
– Il non utilizzo di una terapia d’esordio con NVP nelle donne con CD4+ > 250 cellule/µL per l’elevato rischio di epatotossicità, a meno che non vi siano altre alternative possibili o il beneficio da suddetta terapia superi i rischi ad essa correlati [AII].
Controindicare l’uso di efavirenz nelle donne che prevedono una possibile gravidanza per l’elevato rischio teratogeno del farmaco [AIII].
– Controllare la BMD con Densitometria Assiale a Raggi X (DEXA) e dosaggio di vitamina D in tutte le donne in menopausa e nelle donne in premenopausa con = 1 fattore di rischio comuni per osteoporosi [AI].
– Eseguire dosaggio di vitamina D in tutte le donne e utilizzare il WHO Fracture Risk Assesment Tool (FRAX) per individuare le donne a rischio da sottoporre alla DEXA


Guida nadir gravidanza

HIV e gravidanza

Hiv e Gravidanza

La guida di Nadir Onlus scaricabile a questo link

 

 

 

 

 


Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita

CENTRI PMA in Italia


La tua salute in generale

Indipendentemente dal fatto che tu ti senta bene o che tu stia male e a prescindere dalle cause di questo, ci sono cose che puoi fare per prenderti cura di te stessa.
Prima di tutto è importante che impari a pensare a te stessa perchè la tua salute dipende molto da questo.
Esistono correlazioni che evidenziano che un attaggiamento mentale positivo rafforza il sistema immunitario; cerca quandi di fare le cose che ti piacciono e che ti fanno sentire bene; uscire se ne hai voglia o restare in casa a riposare.
Fare l\’amore può essere una maniera fantastica per sentirti felice, soddisfatta ed amata, ma la sieropositività può far sentire a disagio.
E\’ importante che tu ti tranquillizzi rispetto alla paura della trasmissione del virus e che tu abbia la possibilità di parlare di questo e di come vivi la tua sessualità rispetto all\’HIV.
E\’ importante confrontarti con altre donne sieropositive e anche in questo sito puoi porre domande o discutere dell\’argomento con altre donne come te.
Cerca di riposare quando ne senti il bisogno e prova a ridurre lo stress nella tua vita.
Potresti imparare lo yoga, la meditazione o tecniche di respirazione.
I fine settimana fuori città possono essere un toccasana e prenditi tante minivacanze se ti è possibile.
E\’ importante anche mantenerti in forma, perchè l\’esercizio fisico migliora l\’umore e riequilibra l\’energia.
Se ti senti debole sono sufficienti anche piccole passeggiate.
Se fumi sarebbe opportuno ridurre il numero delle sigarette o smettere di fumare se ce la fai.
Le persone che fumano molto hanno un fabbisogno giornaliero di vitamina C del 40% in più dei non fumatori e ti può essere utile inserire nella dieta integratori di questa vitamina.
Le persone sieropositive fumatrici sembrano più predisposte verso la PCP (polmonite da pneumocisti carini)e il tabacco aumenta anche il rischio del tumore alla cervice uterina.
L\’eccesso di alcool può provocare carenze di elementi nutritivi come la vitamina B e C oltre che a danneggiare il fegato che nei sieropositivi può essere già “provato” dagli effetti collaterali dei farmaci e dalle epatiti.
Alcuni farmaci antiretrovirali inoltre possono interagire con l\’alcool causando effetti sgradevoli.
L\’uso di droghe illegali come ecstasy, cocaina, eroina, anfetamine, ecc..può peggiorare la condizione immunitaria e interagire con i farmaci delle terapie antiHIV.
Se decidi di smettere potresti entrare in un programma di recupero (Sert).
Se non riesci e smettere evita almeno di peggiorare la situazione sanitaria e usa sempre siringhe nuove.
Questo ti proteggerà da reinfezioni con l\’HIV, da setticemie, e da altre infezioni come ad esempio l\’epatite C.

La nutrizione è un elemento fondamentale per prenderti cura del tuo corpo ed è importante scegliere una dieta salutare che comprenda alimenti che ti piacciono.Prediligi alimenti di alto valore nutritivo e variali ogni giorno. Se l\’appetito è scarso puoi fare da 3 a 6 piccoli pasti al giorno e se stai perdendo peso o hai diarrea parlane col tuo medico e consulta un dietologo/a specializzato in HIV. E\’ meglio ridurre gli alimenti che contengono grassi, sale, zuccheri e additivi, ma quasto non significa che devi rinunciare ai cibi che ti piacciono soprattutto se stai perdendo peso o se hai la nausea. Puoi aumentare il consumo di frutta e verdura, cereali integrali, legumi e frutta secca.Carni bianche o pesce sono un\’ottima fonte di proteine. Non dimenticare mai di bere molta acqua.
La preparazione degli alimenti è molto importante per le persone sieropositive perchè riduce il rischio di contrarre infezioni alimantari.
Cucinare bene la carne per evitare salmonella e toxoplasmosi, non mangiarla mai poco cotta e non consumare uova crude.
Lavati sempre molto bene la mani dopo aver toccato animali.
Ora tocca a te parlare col tuo medico e partecipare attivamente alla tua terapia, alla tua nutrizione e quindi alla tua salute.
Ricorda che alla fine sei TU che devi essere protagonista delle decisioni su te stessa e la tua vita che E\’ SEMPRE VITA nonostante l\’HIV.

NON DIMENTICARLO